Centro Studi Documentazione Memoria Orale

Séin Viseun, priouřeus è spadouneire - DZALHOUN

Festa S.Vincenzo Martire. Clicca per ingrandire la foto. Il link aprirà una nuova finestra del browser Festa S.Vincenzo Martire. Clicca per ingrandire la foto. Il link aprirà una nuova finestra del browser Festa S.Vincenzo Martire. Clicca per ingrandire la foto. Il link aprirà una nuova finestra del browser Festa S.Vincenzo Martire. Clicca per ingrandire la foto. Il link aprirà una nuova finestra del browser Festa S.Vincenzo Martire. Clicca per ingrandire la foto. Il link aprirà una nuova finestra del browser Festa S.Vincenzo Martire. Clicca per ingrandire la foto. Il link aprirà una nuova finestra del browser Festa S.Vincenzo Martire. Clicca per ingrandire la foto. Il link aprirà una nuova finestra del browser Festa S.Vincenzo Martire. Clicca per ingrandire la foto. Il link aprirà una nuova finestra del browser

Le foto sono state realizzate da Sync Studio di Max Ferrero

ITALIANO ITALIANO

LE PRIORE
La "roba savoiarda" è il vestito indossato dalle priore, ed ogni famiglia ne possiede uno, il ruolo della priora è ricoperto annualmente da sei donne della stessa borgata, elette dal parroco in occasione della festa della Madonna del Rosario, a rotazione tra le borgate che compongono il paese da quella più bassa (vista la conformazione altimetrica) alla più alta. Esse sono organizzate per coppie di età, e non è improprio paragonare la suddivisione in coppie al ciclo della natura e rivedere i residui di credenze precristiane. Le priore si dividono in tre coppie; due nubili di Santa Caterina, due giovani donne sposate del Sacro cuore, due donne mature di cui la più anziana è la priora di San Vincenzo, l'altra della Madonna del Rosario. Ognuna di esse si fa carico della festa che la tradizione gli assegna, l'onere della messa, l'addobbo della chiesa, ed il rinfresco alle autorità, spadonari e banda musicale. La ritualità di queste feste è pressoché identica ma molto complessa. Al mattino un raduno informale raggiunge la casa della priora festeggiata, da qui parte un corteo per raggiungere la chiesa, l'ordine dell'incedere è rigoroso aprono i quattro Spadonari, se presenti (danzano solo alla festa patronale, 22 gennaio, ottava e madonna del Rosario, 7 ottobre) seguiti dalla banda musicale il Bran, le priore, le autorità (le autorità solo per la festa patronale). Anche per le sei priore l'ordine di sfilata segue una gerarchia. Sul sagrato della chiesa dopo la funzione religiosa presenziano alla danza degli spadonari e qui si riforma il corteo per il ritorno alla casa della priora festeggiata.

GLI SPADONARI
Gli spadonari sono quattro uomini che accompagnati dalla banda musicale eseguono un prestabilito numero di figure e movimenti coreografici, vestono un costume composto di un corpetto ed un corto grembiule di foggia massonica, interamente ricamati e da un copricapo fiorito e guarnito con nastri multicolori che ricadono sulla schiena. Eseguono le figure di una danza antichissima brandendo uno spadone e la lentezza e la teatralità dei gesti ci dimostra chiaramente la sua origine arcaica come lo dimostra anche il fatto che le movenze dei danzatori sono slegate dal suono della banda musicale. Le origini degli Spadonari si perdono nella notte di tempi, sicuro è che hanno acquisito qualcosa da ogni periodo storico attraversato, alcuni studiosi vedono l'origine della danza nell'eccitazione alla battaglia degli antichi celti, gesti ripetuti all'ossessione al rullare dei tamburi, poi gli addobbi floreali e multicolori ci riportano ai riti delle propiziazioni e fertilità della natura, i gesti alla fecondazione del terreno all'inizio del ciclo produttivo, alle antiche feste del calendimaggio.

Il BRAN
Il bran, albero fiorito, un'intelaiatura di legno alta due metri con base lignea piatta e rotonda, totalmente coperta di fiori, frutti, nastri colorati e portato con maestria in bilico sulla testa da una ragazza in costume l'usanza ci riporta ai riti della fertilità.

FRANCOPROVENZALE FRANCOPROVENZALE

LE PRIOUREUS
Soun sis foumeleus de la mèima bourdza, noumina dou prèiře a Notra Dona dou Rouzaře, a routasioun tra tot le bourdza dou pai. Soun ourganisa a coubleus, è sbalheun pa a souèindze ai vielh riti precristian de la natuřa, Soun tre coubleus, dueus dzouveun le Catlineteus, dueus maria dou Sacro Cooř, dueus pi vielheus inò de Sèin Viseun l'aoutra de Notra Dona dou Rouzaře. Onhi priouřa lhe se tsardze d'ina féta, le flos per l'èiglèiza, la mesò, la bitseřaa per li spadounèiře la muzica. La féta lhet deloun la mèima ma lhe bèin complica. Li spadounèiře de matin van a queři la priořa festeggia a mèizoun, ina pousesioun lhe vèt fin a l'èigleiza, devan li spadounèiře, la muzica, lou bran le priouřeus è l'aoutuřita. Lou post an pousesioun ou dipeun da la féta. Devan a l'èiglèiza baloun li spadounèiře è apree mesò tournoun a la mèizoun de la priora.

LI SPADOUNEIŘE
Catro omeun que acoumpanha da la muzica fan de figuřeus brandan de shabro loun, vitoun in courpeut flouřadza, in queurt foudal tot ricama è ian in tsapel tot catsa de flos ave de loun nastri que tsèizoun desu lou crepioun. Fan li pas de in bal vielh, è van atrouplan è li dzest nou-z ansevienoun que vienoun da la nouét di tèin. Da lou bal de le batalheus de li vielh "celti" ai riti de le propisiasioun de la natuřa ai notri dzort le sapadounèiře baloun deloun.

LOU BRAN
Lou bran et ina pouèinta viaouta doué metre, tot catsa de flos, nastri fruta donhi sort, ave ina base plata de boc que ina filhò da marie lhe porte drèita desu la teta. Deloun de riti de fertilità.



Riferimenti
Ce.S.Do.Me.O. - Centro Studi Documentazione Memoria Orale | Fraz. San Giuseppe, 1 - 10050 - GIAGLIONE (TO)
CONTATTI
0122-31430