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Filmati nelle parlate francoprovenzali: Rosanna Silvestro


La Val Cenischia. Il link aprirà una nuova finestra del browser Më demëmåndo Ŗosanna Silvéstŗo, dë sèn a ma mizhoun a Nouailèizë a tsën dla vinheù. Lou post in col i éŗe dit dou Fouŗnèl, aŗò è dëvënù tsën dla vinheù peŗqué -c-in col, a paŗtì... deuvë mizhoun plu ba i avèt tòt d' vinheù, aŗò n'i è pa mê. Tèin qu'a Napoleoun iieù i avèt casi uitënta tŗa oubérgi e loucal pŗ ouspità le pelegŗin pouŗ ouspità le dzèn. Aloura as capèi que i avèt couméŗsio. Lh'i avèt li maŗon... me a paŗtì dë... apŗé Napoleoun que fŗån i a plu d' mizèŗe, peŗqué que... dvën lou tsemin e to lou tŗàfic i pasavë d'iieù e dounavë de tŗavolh, Napoleoun can c'ou l'a fè l'otŗo tsemin dou Monhnì lou tŗàfic pasavë tot lai, alouŗa coumaiò l'emigŗasioun...

TRADUZIONE
Io mi chiamo Rosanna Silvestro, siamo a casa mia, a Novalesa, al Campo della vigna. Il posto una volta era detto del Fornello, adesso è diventato Campo della vigna, perché una volta, a partire... due case più in basso, erano tutte vigne, adesso non ce n'è più. Al tempo di Napoleone qui c'erano quasi ottanta alberghi e locali per ospitare i pellegrini, per ospitare la gente. Allora si capisce che c'era commercio. C'erano i marrons [guide locali]... ma è a partire da... dopo Napoleone, che ci fu più miseria, perché prima la strada e il traffico passava di qua e dava lavoro, quando Napoleone ha fatto l'altra strada che passava dal Moncenisio, il traffico passava tutto di là, allora iniziò l'emigrazione...


Per la trascrizione di questo filmato in lingua francoprovenzale è stata utilizzata la grafia di Arturo Genre


Antichi mestieri in Val Cenischia

Novalesa-Via Maestra. Il link aprirà una nuova finestra del browser La signora Silvestro è nata e abita a Novalesa, comune situato in Val Cenischia e posto a 828 m s.l.m. che deve il suo splendore passato alle vicende del periodo carolingio, epoca in cui fu fondato il monastero benedettino e venne abbandonata la via romana delle Gallie, che attraversava il valico del Monginevro, per privilegiare il passo del Moncenisio che collegava il Piemonte alla Savoia e ai nuovi centri di potere.
Novalesa, trovandosi lungo la direttrice che conduceva oltralpe, divenne col tempo un luogo di passaggio obbligato (e posto di dogana), in cui si svilupparono diverse strutture e professionalità volte a garantire assistenza e accoglienza ai viaggiatori. Dal '500, con l'aumento dei traffici e dei commerci, sorsero in paese osterie, locande, stallaggi, botteghe di fabbri e carradori, e infine la leggendaria figura dei marrons, portatori locali che fungevano da guide soprattutto nei mesi invernali. Questa floridezza economica cessò tuttavia agli inizi del XIX secolo, quando, per opera di Napoleone, fu costruita una nuova strada per il Moncenisio, che tagliò fuori la Val Cenischia. Novalesa tornò ad essere un paese agro-pastorale, dedito soprattutto all'allevamento bovino, che occupava nel periodo estivo principalmente le donne, impiegate stagionalmente negli alpeggi del Moncenisio.

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