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Filmati nelle parlate francoprovenzali: Francesco Giolitto


Oura mè i seu Franchésco Jolitto, i seu nâ a Frasinéi, 'n bourgà Tétti, nel mileneuouséntecouarantun. Da jouën i seu sémpe sta ëlvà dai nonni perqué m' pari e mia mari lavouràvon in manifatura ju a bas e i a visiou mac carc vote a la dumingi, se no loun da smana i érou mèc sémpe da mè nonou.
Canc a l'e sta ourà d'andé a scola li elementar i érou ncou fait iquì a Frasinéi e i faziou dis quilometri al journ për andar a scola, tra andata e ritorno. Niénte, finì le elementar i avia pi nin veuia dë studiar, aloura mè pari m'a trouvà sùbit an travai, que më mandà via 'nséma so cunhà a fare ël moulita, e paréi o imparà a fare sto mestér isai e i lo fo ancoû ogijorn. E oure i seu trasferì a Rouson, a l'e da can qu'i seu spouzà, mi seu fèt na famia asèi e tirou avanti parèi, fazént ël lustra carc vote.

TRADUZIONE
Allora io sono Francesco Giolitto, sono nato a Frassinetto Canavese, in borgata Tetti, nel millenovecentoquarantuno. Da giovane sono sempre stato allevato dai nonni, perché mio padre e mia madre lavoravano in manifattura giù a valle e li vedevo solo qualche volta la domenica, se no durante la settimana ero sempre dai miei nonni.
Quando è stata ora di andare a scuola le elementari si facevano ancora lì a Frassinetto e facevo dieci chilometri al giorno per andare a scuola, tra andata e ritorno. Niente, finite le elementari non avevo più voglia di studiare, allora mio padre mi ha trovato subito un lavoro, che mi mandò insieme a suo cognato a fare l'arrotino e così ho imparato a fare questo mestiere qua e lo faccio ancora oggigiorno. E adesso mi sono trasferito a Rosone [Locana], è da quando sono sposato, mi sono fatto una famiglia qui e tiro avanti così, facendo l'arrotino qualche volta.


Per la trascrizione di questo filmato in lingua francoprovenzale è stata utilizzata la grafia di Arturo Genre


Il mestiere dell'arrotino in Val Soana

Francesco Giolitto in posa vicino al carretto dell'arrotino. Il link aprirà una nuova finestra del browser Il signor Giolitto abita a Rosone, frazione del comune di Locana, ma è originario del comune di Frassinetto, un paesino della Val Soana, ubicato a 1043 m s.l.m., in cui si sviluppò un flusso migratorio di mestiere tipico e localizzato, quello dell'arrotino. Il signor Giolitto, appena terminati gli studi abbandonò il paese e seguendo lo zio materno nei suoi spostamenti imparò il mestiere del lustra (moulita in piemontese), dell'arrotino, sebbene in seguito dovette andare a lavorare in fabbrica, non potendo più tale attività costituire la principale risorsa per il sostentamento economico famigliare.
L'arrotino è un artigiano che mediante una mola arrota, ridà il taglio alla lama dei coltelli e delle forbici. Nell'area di Frassinetto l'attività dell'arrotino era uno dei tanti mestieri tradizionali itineranti tipici della montagna canavesana (quali ad esempio il lavoro dello stagnino, del calderaio, dello spazzacamino, del vetraio, del merciaio): mestieri che, nonostante le loro peculiarità, condividevano non solo un identico carattere di mobilità ma spesso anche una somigliante lingua gergale, in grado di accomunare e identificare uomini con le stesse origini che si spostavano in terra straniera, spesso incrociandosi e incontrandosi durante la lunga itineranza.

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